Il fotovoltaico conviene di più


Mi occupo di fotovoltaico dalla prima ora: era il 2007 e la grande cavalcata che doveva portare l'Italia a possedere i circa 700.000 impianti fotovoltaici odierni era appena agli inizi.

Nel 2008 tutti desideravano un impianto fotovoltaico a servizio della propria abitazione o azienda. Ma costava tanto: per un kilowatt di picco occorrevano quasi 6.000 €.

Il tempo di ritorno per l'investimento in un piccolo impianto residenziale si aggirava intorno ai 10 anni, se non c'erano problemi.

Oggi il costo di impianti simili è sceso a meno di un terzo. Con 6.000 € si realizza un buon impianto da 3 kW. Tra detrazione fiscale al 50%, ritorno da scambio sul posto grazie al meccanismo della liquidazione delle eccedenze e risparmio sull'acquisto del kWh il cui prezzo è nel frattempo aumentato il ritorno dell'investimento si colloca alle stesse latitudini in massimo sette anni.

E allora? Perché si installa molto meno (specie al sud dove lo condizioni dovrebbero essere favorite)? A mio parere si possono individuare le seguenti ragioni:

1) mancanza di informazione seria: l'equazione fotovoltaico = investimento finanziario (bancomat) innescata dai precedenti meccanismi premianti sarà dura da dimenticare. E questo offusca la vera funzione del fotovoltaico: produrre energia per far risparmiare denaro inquinando meno;

2) in passato il vero traino del fotovoltaico piccolo sono state le banche che, sulla falsa riga di quanto accaduto nel settore immobiliare, prestavano facilmente denaro alle famiglie per il proprio impianto. Oggi non è più così o perlomeno è più difficile e questo ha interrotto il mito del fotovoltaico "a costo zero" nel quale la rata del prestito era compensata dai proventi.

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